Un´altra tragica notizia ci è giunta stamani, una notizia che ci addolora particolarmente e che certo addolorerà molti dei nostri giocatori ed appassionati: Fulvio Corti (a molti noto come "Tavarnelle" o anche come "Gulfio") è morto. Pare che fosse a Sanremo, forse al Casinò, quando è stato colpito da emorragia in séguito ad aneurisma cerebrale. Sebbene prontamente trasportato all´ospedale di Imperia per lui non c´è stato niente da fare. 63 anni, un passato di ottimo boccettista (fu campione italiano in coppia con Bacci ed era in grado con la mano di far compiere alle palline traiettorie inimmaginabili), nella seconda metà degli anni ´80 passò alla stecca dove presto divenne un buon giocatore ma dove soprattutto dimostrò la sua profonda preparazione e la sua genuina passione per il biliardo. Nella sua Tavarnelle fu caposcuola e (ri)lanciò l´attività agonistica dei giocatori locali portando il CLUB 44 a gratificanti risultati. Diresse poi alcune importanti sale fiorentine (l´Accademia di via Maragliano ed il Palabiliardo), ebbe anche una breve parentesi come produttore di stecche ed in anni recenti fu direttore del King, la principale sala di Arezzo. Negli ultimi tempi si erano un po´ perse le sue tracce ma la cosa non stupiva più di tanto poiché era personaggio un po´ stravagante che del resto più volte aveva manifestato l´intenzione di "staccare" e fare qualcosa di diverso. L´ultima volta che l´ho visto fu a San Sepolcro, verso la fine del 2008, quando diresse le finali di una gara: sembrava in buona forma sia mentale che fisica. Intelligente ed onesto, autentico amante del biliardo ed esperto conoscitore del gioco in tutti i suoi aspetti, avrebbe potuto giovare all´andamento di qualunque sala, circolo, comitato o attività agonistica. L´amico Fulvio Corti insomma era una persona preziosa e quasi necessaria per il biliardo, una persona che in passato per queste sue doti ho consultato più di una volta e che mi riproponevo di incontrare con calma, quando fosse tornato stabilmente dalle nostre parti, per poter avere il suo importante contributo. Che fosse un po´ particolare lo si capiva sùbito, ad esempio notando la sua immancabile cravatta senza nodo o il suo anello-orologio ed anche quando sosteneva con assoluta serietà tesi inverosimili (diceva di essere (stato) di gran lunga il miglior portiere del mondo per parare i calci di rigore, o di conoscere un sistema infallibile alla roulette, o di aver scovato in un bar di Poggibonsi un ragazzo, tale Aiazzi, che avrebbe potuto dare comodamente 80 punti a Cifalà... ecc.), ma non di meno (o forse "anche per questo") godeva della stima e della considerazione di tutti coloro che lo conoscevano. In questa estate, già funestata dalla scomparsa di Ivo Devoto "Il Bimbo" e di Giuseppe Carboni, un altro lutto grave e del tutto inatteso colpisce il nostro ambiente: con Fulvio Corti se ne va prematuramente anche un attento testimone e protagonista di quella bella stagione che il nostro biliardo visse da metà degli anni ´80 fino ai primi anni ´90, quando non a caso nacquerò alcune delle più importanti sale fiorentine. Le esequie si svolgeranno domani mattina alle ore 10 a Tavarnelle.